Verso il Congresso – Evoluzione o deriva privatistica del SSN… Qual è il futuro della formazione in medicina generale? Tavola rotonda di Fimmg Formazione

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Verso il Congresso – Evoluzione o deriva privatistica del SSN… Qual è il futuro della formazione in medicina generale? Tavola rotonda di Fimmg Formazione

30/09/2015


Evoluzione o deriva, indipendentemente da come la si voglia ritenere, la privatizzazione del Sistema Sanitario Nazionale comincia a diventare un’evenienza sempre più vicina.

 

Negli ultimi anni nella gran parte della penisola si è appalesata l’insufficienza delle strutture sanitarie pubbliche nel garantire in tempi ragionevoli lo smaltimento delle liste di attesa e ciò ha prodotto di fatto un notevole incremento del numero di cittadini che si rivolgono abitualmente a strutture private per dare risposta ai loro problemi di salute. Allo stesso tempo le convenzioni tra SSN e privati per la fornitura di prestazioni e servizi sanitari sono aumentate con un trend in forte crescita. Le aziende private sotto varie forme crescono ed operano anche al di fuori del SSN in risposta ad una domanda sempre in aumento.

 

Nell’ambito del SSN attualmente il MMG risulta essere ormai l’unica risorsa ad accesso libero, illimitato e gratuito, su cui i cittadini possono contare. I MMG sono formati e preparati ad agire in “convenzione” con il SSN di cui rappresentano di fatto la principale porta di accesso.

 

In caso di un cambiamento radicale del Sistema Sanitario che ne sarà dei neoformati Medici di Medicina Generale? Sono pronti a confrontarsi in un mercato diverso da quello per il quale il loro ruolo era stato pensato? Il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale fornisce ai medici le abilità necessarie per essere competitivi in un sistema privatistico di erogazione delle cure? Quali nozioni e quali abilità andrebbero acquisite per essere all’altezza della nuova prospettiva di lavoro?

 

È difficile prevedere se, quando e soprattutto in che misura il nostro SSN si trasformerà in altro, ma è sicuro che questa evoluzione/deriva interesserà soprattutto le generazioni più giovani ed è per questo che il Settore Formazione ha accettato con entusiasmo la possibilità di dibattere questo tema nella tavola rotonda prevista per sabato 10 ottobre nell’ambito del 71° Congresso Nazionale FIMMG.

 

La discussione sarà sicuramente una proficua occasione per fare il punto, ancora una volta, sulla Formazione in Medicina Generale e per valutare le prospettive di evoluzione di un percorso formativo che, seppur valido nel suo impianto, ha ancora un ampio margine di miglioramento.

 

Giuliana Arciello – Segretario Nazionale FIMMG Formazione
Giovanni Colaneri – Responsabile Comunicazione FIMMG Formazione

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Ecco come si può conciliare la borsa di studio con il reddito libero-professionale percepito durante le sostituzioni dei mmg

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Ecco come si può conciliare la borsa di studio con il reddito libero-professionale percepito durante le sostituzioni dei mmg

04/09/2013


Molto spesso i medici che superano il concorso per approdare al Corso di formazione specifica di medicina generale non sanno come comportarsi con la partita Iva e quale trattamento fiscale li aspetterà. Con la consulenza giuridica 901-3/2014 la Direzione regionale del Piemonte dell’’Agenzia delle Entrate ha fornito una soluzione interpretativa su come come gestire il regime di vantaggio dei super-minimi e la borsa di studio. I compensi percepiti durante il corso di formazione specifica sono inquadrati, come previsto dall’articolo 50, comm1, lettera c, come assimilabile ai redditi da lavoro dipendente(quadro RC del modello Unico). Secondo l’interpretazione percepire redditi di lavoro dipendente o ad essi assimilati, non pregiudica la permanenza nel regime agevolato (circolare 17/E del 2012), e soprattutto tali redditi non vanno a sommarsi a quelli libero-professionali. Si specifica che i 30.000 euro vanno riferiti all’anno solare, ovvero se la Partita Iva non viene aperta a gennaio, vanno considerati 2.500 euro per il numero di mesi! L’agevolazione consiste nell’esenzione dall’Irpef del reddito libero professionale percepito e dall’applicazione di un sostituto d’imposta pari al 5%. L’Irpef verrà invece applicata sul reddito assimilabile a dipendente. I giovani colleghi dunque, durante tutto il corso e comunque fino al mantenimento dei requisiti per rimanere nel regime agevolato, potranno tenere aperta la partita Iva ed emettere fatture godendo delle agevolazioni!

Federico Renzulli – componente della Commissione Nazionale Fisco per la Continuità Assistenziale

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Risultati degli studi e delle analisi di Fimmg Formazione Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte presentati a Milano durante l’incontro interregionale

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Risultati degli studi e delle analisi di Fimmg Formazione Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte presentati a Milano durante l’incontro interregionale

14/07/2014


Sabato 12 luglio Fimmg Formazione ha dimostrato di esserci. Anche grazie a coloro i quali, a più livelli, hanno permesso ai nuovi colleghi del CFSMG di avere spazio e nello specifico uno spazio autogestito, abbiamo presentato i risultati di tre lavori.

FIMMG Formazione Lombardia ha indagato le opinioni e il vissuto dei colleghi del CFSMG attraverso un questionario di 10 domande, rivolto ai corsisti delle Regioni che partecipavano all’evento.

Sia per la dimensione quantitativa (203 risposte) sia per le caratteristiche qualitative l’analisi si è rivelata molto significativa.

Dall’indagine emerge come il corso sia migliorabile (circa 30% non lo ritiene soddisfacente), ma al contempo sia ritenuto in grado di preparare alla Medicina Generale (circa 82% dei partecipanti). Risalta anche il forte legame tra MG e territorio (oltre il 96% ritiene che il corso debba essere incentrato sul territorio) e la necessità che gli insegnamenti non siano solo clinici (96%) ma comprendano ad esempio tematiche medico legali (73%), caratteristiche dei diversi sindacati (39%), la convenzione e le norme contrattuali (88%).

E’ quindi un medico che vuol essere formato a tutto tondo e che vorrebbe migliorare il corso definendo meglio il Core Curriculum (67%) anche attraverso l’interscambio, almeno parziale, fra diverse Regioni (90%).

FIMMG Formazione Piemonte ha analizzato la graduatoria regionale, ottenendo, per una migliore trasparenza, l’inserimento di data di nascita e di laurea, prima mancanti. Ha effettuato una stima delle convenzioni ottenute e ha cercato di individuare le persone realmente interessate alla MG.

Si deduce evidentemente l’importanza strategica dello studio (soprattutto attraverso i diversi anni) delle graduatorie, anche al fine di individuare i punteggi minimi utili alle assegnazioni degli incarichi.

FIMMG Formazione Friuli Venezia Giulia ha contattato tutti i diplomati negli anni 2011 e 2012 ed ha verificato quali attività stessero svolgendo. I dati sugli abbandoni implicano una riflessione sulla pianificazione. Un dato è risultato utile ai colleghi per conoscere il proprio futuro accesso alla professione: chi ha ottenuto incarichi in AP aveva un punteggio di 11-12 punti circa.

I dati completi al seguente link: https://it.surveymonkey.net/results/SM-KPL8RBS8/

Stefania Pagnutti, Francesco Farina, Gabriele Bonagura

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Patto per la Salute, Fimmg Formazione: niente passi indietro, il comma 14 deve essere mantenuto

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Patto per la Salute, Fimmg Formazione: niente passi indietro, il comma 14 deve essere mantenuto

08/07/2014


 

Il progetto di professionalizzare il corso di formazione in mg, permettendo attività che consentano di integrare la borsa di studio e di formarsi lavorando e mettendosi in gioco in prima persona è un progetto che Fimmg sostiene da anni.

Fimmg lo sostiene mettendo il proprio impegno nel definire queste attività nel contratto di categoria, permettendo ai medici in formazione di poter essere remunerati con attività finanziate dal fondo della medicina generale.

Il percorso delle attività professionalizzanti in Acn ha anche il valore dichiarato di compensare economicamente con il fondo della medicina generale, l’impossibilità di trovare fondi per aumentare l’importo delle borse di studio in mg.
Dopo aver più volte chiesto al ministero, senza successo, di aumentare la borsa di studio o almeno di adeguarla al tasso di inflazione, rappresenta l’unico modo per permettere ai medici in formazione di uscire da una situazione in talune realtà di estrema difficoltà.

Riteniamo che questa sia la strada giusta per riuscire a creare un percorso professionalizzante di formazione-lavoro nell’area delle cure primarie.

Chiediamo che sia valorizzato l’esistente, con percorsi che prevedano programmi con insegnamenti teorici e svolgimento di attività pratiche remunerate in modo aggiuntivo alla borsa, compatibili e integrate in modo coerente nella programmazione didattica.

Nel percorso formativo in mg il territorio deve essere al centro, e i tutor e docenti devono essere professionisti che quotidianamente svolgono l’attività di medico di famiglia.

Anche in questo senso contestiamo la proposta di unificazione dei percorsi formativi in mg con quelli universitari, ben sapendo che non c’è nessuna possibilità di copertura economica che garantirebbe una parificazione della borsa.
La dimostrazione lampante di ciò sta nel fatto che per dare copertura al provvedimento di aumento del numero di borse destinate alla formazione specialistica, da un lato sono stati accorciati i percorsi formativi e dall’altro il concorso, anno dopo anno, è stato fatto slittare di qualche mese con l’obiettivo, sembrerebbe, di risparmiare l’emissione di un bando saltando un anno accademico.

Chi pensa di spostare il percorso formativo per la medicina generale all’università sia la soluzione migliore dimostra di avere una visione miopica della questione, in quanto i docenti universitari non hanno la preparazione adatta per insegnare la medicina generale e i finanziamenti MIUR non sono sufficienti a rendere le borse pari a quelle dei colleghi specializzandi, mantenendo l’attuale numero delle borse stesse.

Il percorso formativo in mg, da sempre affidato alle regioni, potrebbe finalmente oggi, con l’introduzione del comma 14 nel Patto per la Salute e il rimando al contratto di categoria per il quale sono in corso le trattative, guadagnare la possibilità di diventare professionalizzante e maggiormente dignitoso per i professionisti che lo scelgono.

Rispetto ad altre sollecitazioni, riteniamo che i social network facciano emergere i sentimenti e non le politiche; tuttavia permangono dubbi sulla possibilità che persone, sebbene giovani, che hanno già fatto carriera universitaria e sono oggi più che inserite nella professione, possano realmente rappresentare i bisogni e le necessità dei giovani medici e possano rappresentare interessi in un’area diversa da quella in cui si sono formati e lavorano.

Cassare il comma 14 e rimandare i provvedimenti a un tavolo tecnico rappresenta un passo indietro e, pur essendo disponibili al confronto, riteniamo indispensabile il reinserimento del comma 14 nella sua versione originaria.

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Petizione Fimmg: la firma di un minuto, la salvaguardia di un’intera categoria per gli anni futuri

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Petizione Fimmg: la firma di un minuto, la salvaguardia di un’intera categoria per gli anni futuri

09/07/2014


 

Non c’è motivo per non firmarla. Non c’è motivo da parte di tutta la categoria della medicina generale per non sostenere e firmare in un solo minuto la petizione contro la cancellazione dal Patto della Salute dell’art 14 comma 5, che era il punto che assicurava al corsista di Medicina Generale lo svolgimento di attività remunerate professionalizzanti all’interno delle aggregazioni di Medici di Famiglia.

Un passo avanti enorme per il corsista, una soluzione innovativa per perfezionare le proprie competenze formandosi e lavorando contemporaneamente, un passo decisivo per tutta la Medicina generale per assicurare ai futuri suoi interpreti l’acquisizione di competenze sul campo, guidati dall’esperienza, dalle conoscenze e dalle nozioni che i già medici di famiglia avrebbero assicurato.

Ed invece nulla di tutto questo, nell’ultima versione del Patto, probabilmente per l’interferenza di chi auspica che la gestione della medicina generale e dei suoi attori futuri si sposti nelle aule universitarie, dove nessun paziente è mai stato curato, dove nessuna terapia è mai stata prescritta, sparisce la possibilità di formarsi lavorando al fianco di chi è più esperto, sparisce la possibilità di integrare l’esigua borsa, sparisce quella funzione didattica e di acquisizione di competenze che la pratica ambulatoriale a contatto col paziente stava vedendosi ulteriormente riconosciuta.

L’attacco di talune istituzioni non è solo alla Formazione, l’attacco è alla medicina generale, lo conferma che nel Patto della Salute vi sono inserite altre serie insidie per tutti i settori che la compongono.

E’ il momento di unirsi, è il momento di mostrare che l’intera categoria sa reagire a chi nelle stanze dei bottoni tende quotidianamente a depauperarla di funzioni formative, tendendo solo ad arricchirla di incombenze burocratiche, è il momento di dimostrare che siamo Colleghi, che non ci sono Senior e Junior, che esiste la Medicina Generale, e che le Attività Professionalizzanti sono il futuro della Categoria, un futuro da protagonisti nel SSN, da difendere con tutte le nostre armi, ed una di queste armi è la firma a questa petizione.

Alle ore 11.30 di oggi superate le 1000 firme, ma insieme possiamo fare di più.

Colleghi, firmate e fate firmare la petizione per il reintegro dell’art. 5 comma 14 nel Patto della Salute, per il reintegro della dignità del Formando, per difendere il futuro della Medicina Generale.

Cliccate su questo link e diffondete
Un minuto del vostro tempo, la salvaguardia della nostra professione per gli anni che verranno.

Saverio Cramarossa

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Medici in formazione: allarme dal Congresso nazionale Fimmg. L’anarchia regionale rischia di uccidere sul nascere la nuova figura del medico di famiglia

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Medici in formazione: allarme dal Congresso nazionale Fimmg. L’anarchia regionale rischia di uccidere sul nascere la nuova figura del medico di famiglia

08/11/2013


“Purtroppo le scelte organizzative non sempre sono funzionali alla qualità della didattica. Esistono notevoli difformità nella organizzazione didattica tra Regione e Regione”. Lo ha dichiarato Giulia Zonno a Fimmg Notizie.

“Ciò crea disomogeneità in quello che dovrebbe essere un percorso formativo unico” ha concluso Zonno.

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Zonno: più risorse, meglio informati sui modelli gestionali e liberi di scegliersi il tutor. Le richieste di Fimmg Formazione al Congresso nazionale

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Zonno: più risorse, meglio informati sui modelli gestionali e liberi di scegliersi il tutor. Le richieste di Fimmg Formazione al Congresso nazionale

11/11/2013


Adeguare la borsa di studio, se non al contratto degli specializzandi, almeno all’inflazione consentendo il recupero degli arretrati a partire dall’ultimo adeguamento del 2007. La retribuzione netta del tirocinante salirebbe così dagli attuali 850 euro netti mese (11650 lordi/anno) a oltre 1000. E’ una delle richieste lanciate da Fimmg Formazione al 68° Congresso nazionale di Roma, a cui era presente Giovanni Leonardi, rappresentante del ministero della Salute.

«Seconda richiesta, miglioriamo la qualità didattica – ha sottolineato Giulia Zonno, coordinatrice di Fimmg Formazione – Si possono fare interventi a costo zero, come allungare da 12 a 18 mesi il tirocinio negli studi dei medici di famiglia tutor, o consentirci di scegliere il tutor in relazione alle specifiche esigenze: diverso è se un giovane mira a competenze in ecografia o in assistenza domiciliare. Solo la Lombardia offre elenchi di tutor con annessa specificità”. Zonno ha anche chiesto più contenuti specifici della medicina generale negli insegnamenti: «Sapere cos’è una cooperativa di medicina generale, cosa può darci, come si gestisce il personale di studio. E ancora: vorremmo saper utilizzare i software di studio, fin qui solo la Puglia ha avviato progetti ad hoc. E vorremmo si incentivassero eventuali periodi formativi all’estero. Dei contenuti del triennio si occupano le regioni” ha concluso Zonno “ma il ministero è parte del tavolo tecnico su questa materia e può sollecitare alle Regioni di coordinarsi”.

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Fnomceo e Osservatorio giovani professionisti lanciano indagine. Zonno: 600 risposte in poche ore

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Fnomceo e Osservatorio giovani professionisti lanciano indagine. Zonno: 600 risposte in poche ore

27/09/2013


Quanti anni sono necessari per riuscire ad avere un rapporto lavorativo stabile con il SSN?

I corsi di specializzazione e formazione specifica in medicina generale formano professionisti pronti per il mondo del lavoro? A quanti anni un medico può considerare finito il proprio percorso formativo? E un odontoiatra? Il precariato medico in che forme si cela tra le maglie del sistema? Quanto si interessano i giovani di previdenza, assicurazioni professionali e organizzazione del lavoro?

La FNOMCeO, su indicazione dell’Osservatorio Giovani professionisti – coordinato da Giulia Zonno e da DomenicoMontemurro – ha lanciato un’indagine conoscitiva, rivolta ai giovani medici e odontoiatri, laureati nell’ultimo decennio.

 

I risultati saranno elaborati e serviranno a tracciare il profilo del giovane Medico e Odontoiatra, e che consentirà alla Federazione e agli Ordini di tarare il proprio futuro impegno politico, culturale, organizzativo e di servizio sugli effettivi bisogni dei colleghi.

Il questionario, che è stato inviato via mail a un numeroso campione selezionato di giovani professionisti, è anche disponibile sul sito della FNOMCeO. Il tempo stimato medio per la compilazione è di soli 15 minuti.

L’indagine sta raccogliendo numerosissime risposte: già più di 600 in poche ore.

“Abbiamo pensato e creato, con il supporto tecnico del centro studi Fnomceo, per indagare effettivamente le criticità formative e di accesso alla professione. Numericamente noi giovani medici siamo pochi rispetto alle generazioni precedenti, dobbiamo rispondere al questionario e invitare i colleghi a rispondere, per far sì che questa indagine sia cassa di risonanza dei nostri problemi – spiega Giulia Zonno – il sistema si migliora avendo ben chiare le esigenze e i bisogni di chi dovrà sostenerlo per i prossimi 40 anni”.

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Ddl Balduzzi bis, presentati 2 emendamenti per valorizzare formazione in medicina generale. Scotti: accolta nostra proposta originaria

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Ddl Balduzzi bis, presentati 2 emendamenti per valorizzare formazione in medicina generale. Scotti: accolta nostra proposta originaria

04/12/2012


Arrivano le prime notizie sugli emendamenti presentati in commissione Igiene e Sanità al Ddl 2935 di (il cosiddetto ddl Fazio ora ribattezzato “Balduzzi bis”).

In particolare sono due gli emendamenti volti a valorizzare la formazione in medicina generale.

Emendamento 13.7: dopo il comma 4 aggiungere il seguente “4-bis. Nell’ambito del patto della salute vengono definiti gli indirizzi da attuare nell’ACN di categoria, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, per le modalità, criteri e procedure per valorizzare, ai fini della formazione specifica in medicina generale, l’attività remunerata professionalizzante svolta dai medici in formazione presso i servizi dell’azienda sanitaria e della medicina convenzionata” – presentato da Calabrò, Rizzi, Castiglione, Fosson, Gustavino.

Emendamento 13.5: dopo il comma 3 venga aggiunto il seguente comma 3-bis: “In sede di rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale di cui al comma 6 dell’articolo 1 della legge 8 novembre 2012, n. 189, è garantito ai medici in formazione in medicina generale un trattamento economico complessivo almeno pari a quello dei medici in formazione specialistica, attraverso la remunerazione delle attività assistenziali professionalizzanti presso i servizi dell’azienda sanitaria e della medicina convenzionata” – presentato da D’Ambrosio e Lettieri

“Siamo soddisfatti che la proposta originaria della Fimmg sia stata raccolta in questi emendamenti – ha commentato il vice segretario nazionale Silvestro Scotti – Come sindacato siamo disponibili a dare il nostro contributo per l’attuazione di questo percorso che porti la formazione in medicina generale ad avere lo stesso trattamento economico della specialistica e ci aspettiamo, nel caso della loro duplice approvazione, che le Regioni nell’atto di indirizzo per il rinnovo dell’ACN, si propongano coerentemente a questi obiettivi di equità formativa e retributiva”.

“Gli emendamenti vanno nella direzione di individuare attività compatibili professionalizzanti da integrare a pieno titolo nel percorso formativo – ha detto Giulia Zonno, vice coordinatore nazionale di Fimmg Formazione – attività per le quali sarà prevista una remunerazione aggiuntiva che permetterebbe ai medici in formazione specifica in medicina di avere un trattamento economico complessivo almeno pari a quello dei colleghi in formazione specialistica, permettendo già durante il triennio formativo con modalità da definire un primo necessario accesso alla professione”.

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Scotti: più finanziamenti per formazione in medicina generale

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Scotti: più finanziamenti per formazione in medicina generale

25/06/2013


La Fimmg denuncia l’assoluta parzialità e incongruità della proposta di legge Schirru che prevede il rilascio del diploma di formazione specifica in medicina generale anche agli specialisti che hanno svolto attività pratica in ambulatorio. E’ una proposta in palese contrasto con la direttiva CEE n. 86/457/CEE che sancisce l’obbligo per gli Stati europei di prevedere l’istituzione di un corso di formazione specifica in medicina generale e rende obbligatorio il titolo per l’esercizio della medicina generale, obbligo necessario a garantire la libera circolazione sul territorio della comunità europea di medici di medicina generale specificamente formati nell’interesse assistenziale dei cittadini.

“Appare evidente che sia, invece, necessario individuare gli strumenti organizzativi ed economici nell’ambito delle rispettive responsabilità del Governo e delle Regioni per una soluzione alla criticità demografica in medicina generale che saranno sempre più evidenti nei prossimi anni”. dichiara Silvestro Scotti Vicesegretario Nazionale Fimmg.

D’accordo Daria di Saverio, coordinatore nazionale di Fimmg Formazione, che sottolinea: “Chiedo agli estensori di tale proposta perché il diritto che sarebbe garantito nell’area della medicina generale alla formazione specialistica integrata con ore di attività pratica difficilmente controllabili e verificabili, non verrebbe altresì garantito in ambito specialistico ai medici formati alla medicina generale con altrettante ore di attività riconosciute in attività assimilabili alla assistenza specialistica”. L’analisi economica delle delibere Cipe di finanziamento, dall’anno 1989 ad oggi, mostra di fatto quanto si sia investito rispettivamente nelle due differenti aree di formazione post-laurea in Italia, medicina generale e specialistica, rendendo urgente intervenire su un cambio di direzione sia in termini di numeri che di risorse. Infatti, il finanziamento totale erogato alle Regioni in favore della formazione post-laurea dei medici di medicina generale dal 1989 ad oggi, ovvero in 23 anni, è stato pari a 533.903.023,11 €, praticamente pari a quanto erogato alle stesse Regioni per il concorso al finanziamento per gli specializzandi di sole 3 annualità. “Ci aspetteremmo a questo punto – conclude Scotti – soluzioni che rivalutino gli investimenti a favore della formazione in medicina generale rispetto all’area di formazione specialistica che certamente costa di più”.

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