Milillo (FIMMG), Sostenere Formazione in Medicina Generale

Milillo (FIMMG), Sostenere Formazione in Medicina Generale
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Rassegna Stampa


adnkronos

Milillo (FIMMG), Sostenere Formazione in Medicina Generale

17/11/2015


Roma, 10 nov. (AdnKronos Salute) – Sostenere finalmente la formazione specifica in medicina generale. “Anche con questa Legge di Stabilità non possiamo che prendere atto della totale assenza di attenzione per la Medicina generale. Da un lato fioccano le dichiarazioni sulla necessità di investire sulla medicina del territorio per garantire sostenibilità e accessibilità dell’assistenza, dall’altro non si investe nella formazione di professionisti che dovranno garantire il servizio anche attraverso una nuova modalità organizzativa dell’assistenza”. Così Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, commenta i contenuti del ddl stabilità relativi agli investimenti nella formazione.

Nei prossimi 10 anni il 50% dei medici di medicina generale attualmente arrivi andrà in pensione e per mantenere il sistema sarà necessaria una adeguata programmazione. “Come e quando pensiamo di formare i nuovi mmg se il numero di borse di studio annualmente previsto è davvero esiguo e non adeguato alle esigenze di ricambio?”, si chiede Milillo. “Il ddl stabilità prevede il rifinanziamento dei contratti di formazione specialistica così da garantire l’accesso e il mantenimento di 6.000 contratti l’anno; nessun tipo di investimento invece sulla formazione specifica in medicina generale, nessuna dichiarazione di attenzione, a conferma di quanto sia iniquo l’investimento, economico e culturale, nelle due aree di formazione post-laurea. Negli ultimi 25 anni il finanziamento del corso di formazione in medicina generale non ha avuto mai alcun adeguamento e le borse di studio continuano ad essere nettamente sottofinanziate”.

“Ricordiamo – aggiunge Milillo – che un formando in medicina generale costa la metà di uno specializzando, un minore investimento economico corrisponde in termini assoluti a più borse di studio erogate e dunque a più medici formati, e la categoria – conclude – da tempo si è resa disponibile a finanziare con il proprio contratto le attività professionalizzanti dei medici in formazione”.

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