“No alla penalizzazione dei tirocinanti in Medicina Generale, la graduatoria unica non è la soluzione” – Giuliana Arciello (Fimmg Formazione) scrive agli onorevoli firmatari l’emendamento3444/VII/1.20al Ddl Stabilità 2016 (AC 3444)

“No alla penalizzazione dei tirocinanti in Medicina Generale, la graduatoria unica non è la soluzione” – Giuliana Arciello (Fimmg Formazione) scrive agli onorevoli firmatari l’emendamento3444/VII/1.20al Ddl Stabilità 2016 (AC 3444)

“No alla penalizzazione dei tirocinanti in Medicina Generale, la graduatoria unica non è la soluzione” – Giuliana Arciello (Fimmg Formazione) scrive agli onorevoli firmatari l’emendamento3444/VII/1.20al Ddl Stabilità 2016 (AC 3444)

01/12/2015


fimmg formazione

Roma, 1 dicembre 2015
Prot. GM/2015/513
Recapitata via mail

Agli Onorevoli firmatari
l’emendamento 3444/VII/1. 20
al Ddl Stabilità 2016 (AC 3444)

 

NO ALLA PENALIZZAZIONE DEI TIROCINANTI IN MEDICINA GENERALE
LA GRADUATORIA UNICA NON E’ LA SOLUZIONE

MODIFICA DEL SISTEMA SELETTIVO PER L’ACCESSO AL CORSO DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE ATTRAVERSO LA STESURA DI UNA GRADUATORIA DI ACCESSO SU BASE NAZIONALE: POSIZIONE DI FIMMG FORMAZIONE RIGUARDO L’EMENDAMENTO 3444/VII/1. 20 AL DDL STABILITÀ (AC 3444).

Questa Organizzazione Sindacale, pur condividendo la necessità di porre in essere misure volte al miglioramento dei meccanismi di accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG), a garanzia sia della programmazione regionale che della fruibilità stessa del corso, ritiene assolutamente inefficace, nonché inopportuna l’adozione di una graduatoria unica nazionale proposta con l’emendamento in oggetto. Inefficace ad evitare i ricorsi amministrativi e il conseguente fenomeno degli accessi in sovrannumero al corso; inopportuna perché metterebbe in discussione il principio stesso su cui si fonda la medicina generale: lo stretto legame con il territorio in cui opera e che l’organizzazione su base regionale del CFSMG può garantire.

Di seguito, sono sinteticamente riportate le motivazioni che a parere del Settore Formazione della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale renderebbero la proposta di una graduatoria unica nazionale lesiva dei principi basilari della Formazione Specifica in Medicina Generale e della fruibilità stessa del corso.

Schematicamente è possibile affermare che l’introduzione della graduatoria unica nazionale porrebbe 3 ordini di problemi:

  1. di programmazione
  2. di formazione
  3. di accessibilità al Corso
  1. Come noto, il CFSMG è stato istituito in Italia recependo la direttiva 86/457/CEE del 15 settembre 1986 e la sua organizzazione e gestione è stata affidata dal D.LGS 368/99 e successive modifiche alle Regioni. In particolare, il Decreto ministeriale del 7 marzo 2006 (art. 1 comma 1 e 2) individua nelle Regioni e Province autonome i soggetti a cui compete, tra gli altri compiti:
    • Determinare i fabbisogni
    • Stabilire le esigenze formative
    • Determinare i contingenti numerici da ammettere al corso in base ad una programmazione triennale del fabbisogno, effettuata tenendo conto degli iscritti alle graduatorie regionali e ai dati sui pensionamenti previsti.

    Punto fermo del legislatore, nell’intero percorso normativo che disciplina la materia, è stata la valorizzazione del legame tra Formazione Specifica in Medicina Generale e Territorio. Ciascuna Regione, nell’ambito dell’autonomia organizzativa ad essa riconosciuta, ha strutturato il corso e realizzato programmi didattici specifici ed orientati ad una formazione appropriata al contesto nel quale il medico di famiglia dovrà operare.
    Le Regioni, per quanto sopra richiamato, programmano di concerto con il Ministero della Salute i contingenti di medici da ammettere al corso di formazione in base alle proprie esigenze organizzative. È verosimile ritenere che con un’attribuzione su scala nazionale dei posti disponibili, le Regioni si troverebbero a formare in larga parte personale che, ultimato il corso di formazione andrebbe ad esercitare altrove. Il verificarsi su larga scala di questa condizione, oltre a contraddire quanto previsto dalla normativa citata, avrebbe come conseguenza una forte distorsione della programmazione regionale.

  2. Il CFSMG è un percorso nel quale il futuro professionista acquisisce, oltre al perfezionamento delle competenze cliniche, la conoscenza del territorio e della realtà socio-sanitaria in cui andrà ad operare, nonché una conoscenza specifica del Servizio Sanitario Regionale e delle sue strutture con cui dovrà interagire nel suo percorso professionale. La formazione del medico comprende in questo senso anche la normativa regionale di riferimento, ad esempio in termini di prescrizione farmaceutica, di utilizzo dei servizi accessori e di rapporti con le strutture che erogano i servizi. Tutto questo background, parte integrante del percorso formativo, risulterebbe poco utile al professionista che si recasse ad esercitare in altra regione.
  3. Un Medico in Formazione Specifica in Medicina Generale frequenta un corso a tempo pieno, è incompatibile con la libera professione, è posto in fondo alle graduatorie di disponibilità per incarichi di sostituzione di Continuità Assistenziale e di Assistenza Primaria e percepisce una borsa di studio di 960 euro lordi mensili che nella maggioranza dei casi costituisce l’unica fonte di reddito. Il trasferimento presso una altra Regione potrebbe rappresentare, per buona parte degli ammessi, un ostacolo tale da creare il paradosso che molti, seppur vincitori di concorso, dovrebbero rinunciare alla frequenza.

Come anticipato, questa Organizzazione Sindacale condivide la necessità di rivedere il sistema di selezione al CFSMG e accoglie favorevolmente la proposta, sempre avanzata nell’emendamento in oggetto, di svolgere le prove di ammissione per tutte le tipologie di scuola di specializzazione e per i corsi di formazione specifica in medicina generale nella stessa data. Il CFSMG va riformato per renderlo più sicuro e meritocratico, ma senza rischiare di stravolgere la natura stessa del Corso di Formazione e soprattutto senza ledere il rapporto tra Formazione Specifica in Medicina Generale e Territorio, che, come sopra descritto, rappresenta da sempre l’aspetto qualificante la Formazione Specifica in Medicina Generale.

Tutte quelle che sono le necessità reali del CFSMG sono già state esposte innumerevoli volte ed in più sedi dai rappresentanti della scrivente O.S.

Lieti dell’attenzione palesata nei confronti di questa tematica, rimaniamo a disposizione per un eventuale confronto in cui portare alle Istituzioni Politiche le reali esigenze della categoria giovani medici di medicina generale in formazione che è da noi rappresentata.

Giuliana Arciello
Segretario Nazionale – FIMMG Formazione