Rubrica: Fiscalità in pillole

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Rubrica: Fiscalità in pillole

22/06/2014


Cari colleghi, questa rubrica vorrebbe essere un vademecum per approcciarsi alla fiscalità, materia tanto ostica quanto importante nella professione del medico. Di volta in volta approfondiremo argomenti cardine o parole chiave per capire meglio ed agevolare il lavoro dei commercialisti, ma soprattutto per incrementare la consapevolezza nelle scelte di carattere economico circa la nostra attività lavorativa. Il lavoro che noi svolgiamo produce un reddito, che viene sottoposto a delle imposte; nel caso dei professionisti tale tassazione si chiama IRPEF, acronimo che indica Imposte sul Reddito di Persone Fisiche. I redditi dei contribuenti, a seconda di come si sviluppano, possono essere inquadrati in “Dipendente o Assimilabile a Dipendente”, “Libero-professionale agevolato” e “Libero-professionale ordinario”.

Regime dei “Minimi”: è un regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile cui possono accedere persone fisiche (non aziende) che intraprendono un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, che prevede un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali (comunali e regionali) pari al 5%.

Devono però verificarsi alcune condizioni fondamentali:

  • nell’anno solare precedente non hanno conseguito ricavi o compensi superiori ai 30000 euro (2500 euro per ogni mese trascorso dall’inizio dall’apertura dell’attività!) e non hanno lavoratori dipendenti;
  • inoltre, nel triennio precedente non hanno acquistato beni strumentali (elettrocardiografi, ecografi, lettino visita, autovettura …) per un ammontare superiore a 15000 euro;
  • un altro aspetto importante consiste nel non rappresentare la mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per quelle attività obbligatorie per l’accesso alla professione (praticantato professionale).
  • I ricavi ed i compensi ottenuti sotto questo regime fiscale di vantaggio non sono assoggettati alla Ritenuta d’Acconto del 20%, sono esonerati dagli adempimenti IVA (22%) e sono esonerati dagli studi di settore.

Spese deducibili: Ogni professionista sostiene delle spese inerenti alla produzione del proprio reddito; tali cifre vengono sottratte dal totale dei ricavi ai fini della tassazione. Se incasso 20000 euro e sostengo spese inquadrabili in questa categoria per 3000 euro, vorrà dire che l’IRPEF o l’imposta sostitutiva da corrispondere come tributo, verrà calcolata su 17000 euro.

Alcuni esempi sono: affitto dello studio, acquisto di beni strumentali, contributi previdenziali (sia quelli obbligatori come l’ENPAM che quelli facoltativi come le pensioni integrative), spese telefoniche, cancelleria, autovettura, costi per lavoro dipendente, commercialista … Alcune di queste vengono considerate solo per una certa percentuale, secondo un principio di utilizzo promiscuo del bene, ovvero in parte per uso professionale ed in parte per uso privato: è il caso delle spese telefoniche (deducibili all’80%) e dell’autovettura (50%). Per quest’ultima esiste un tetto di spesa di 17500 euro. Nell’acquisto di beni strumentali i costi inferiori ai 516 euro possono essere dedotti interamente nell’anno di acquisto, mentre quelli superiori vanno in ammortamento secondo aliquote proprie (come previsto da apposita tabella ministeriale), quindi “spalmate” su più anni.

A cura di Federico Renzulli
Componente della Commissione Nazionale FIMMG Fisco