Fimmg formazione sul DL semplificazioni: atto lesivo contro la categoria, necessario garantire più borse!

FIMMG Formazione ribadisce ancora una volta la sua posizione in merito a quanto previsto dall’emendamento al DL Semplificazione (AS 989).

Secondo il decreto, il punteggio ottenuto dal superamento del concorso, avrebbe meno valore dell’attività svolta sul territorio, configurando un vero e proprio svantaggio per tutti i giovani colleghi interessati alla medicina generale, che sicuramente li disincentiva a sceglierla come professione futura.

Questo genere di proposte evidenziano da parte del governo una concezione umiliante della Medicina Generale e della sua formazione che mette in dubbio l’esistenza della stessa. Si sta affermando che dei professionisti laureati debbano provvedere alla loro formazione senza alcuna borsa di studio, o che addirittura debbano essere costretti ad autofinanziarsi, il tutto annullando definitivamente il valore di un concorso.

Lo stesso decreto, inoltre, prevede che possano essere riconosciuti titoli acquisiti tramite una non specificata formazione complementare all’estero, senza garanzie in merito agli obiettivi raggiunti, senza la garanzia della dovuta conoscenza del sistema sanitario nazionale  italiano.

Quale valore si pensa di dare allora alla formazione svolta in Italia?

Il Governo ha deciso di cancellare definitivamente la formazione in Medicina Generale?

Si può rimanere inermi davanti a questo tentativo di sovvertimento della Medicina di Famiglia, pilastro del SSN?

Noi rispondiamo:
– che Il lavoro deve essere retribuito
– che lo studio e l’impegno valgono.
– che alla Medicina Generale venga conferita pari dignità rispetto alle scuole di specializzazione.
– che si metta fine a questa evidente penalizzazione dei giovani medici

Si chiede inoltre di estendere anche alla Medicina Generale quanto previsto dagli emendamenti 9.0.6 e 9.0.7 al Ddl n. 989, che permetterebbe il reinvestimento dei fondi vincolati per le borse di specializzazione non utilizzate nel finanziamento di borse da stanziare per l’anno successivo.

Fimmg formazione persiste nella richiesta di stanziamento di più borse di studio, unico mezzo per far fronte alla grave carenza di medici, ritenendo inaccettabile che la politica proponga mezzi alternativi che mettono in discussione la sopravvivenza delle cure territoriali e dell’intero SSN.

Nessun medico, di qualsiasi età, può accettare che venga tolta importanza alla formazione. Così come nessun cittadino può accettare di vivere in uno Stato che non investe nella formazione dei suoi Medici!




RIFLESSIONI DI FIMMG FORMAZIONE IN MERITO ALL’EMENDAMENTO AL DDL SEMPLIFICAZIONE

La soluzione alla grave carenza di medici di medicina generale non può essere il pretesto per realizzare sanatorie all’italiana o improprie scorciatoie per l’ingresso nella medicina di famiglia. Abbiamo registrato in queste settimane azioni politiche orientate a mettere in discussione il valore del titolo di medicina generale e i principi meritocratici necessari al suo ottenimento.  La lettura degli ultimi emendamenti presentati al DDL Semplificazioni crea un forte allarme tra i Medici in Formazione. Un emendamento al momento in esame prevede, infatti, che “i laureati in Medicina e Chirurgia abilitati all’esercizio professionale che siano stati incaricati, entro il 31 dicembre 2018 e per almeno 12 mesi anche non continuativi negli ultimi 10 anni, nell’ambito delle funzioni convenzionali previsti dall’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale, previo superamento del concorso per l’ammissione al Corso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale, accedono al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale tramite graduatoria riservata, senza borsa di studio e nei limiti delle risorse”.

 

Non è ammissibile consentire l’ingresso indiscriminato di un numero non precisato di Medici in assenza di una programmazione precisa delle necessità regionali e di una valutazione delle potenzialità organizzative dei corsi, che rischiano di essere ingolfati da un numero di tirocinanti per i quali non sarebbe possibile offrire spazi formativi adeguati e tutor dedicati. Inoltre, si tratterebbe di medici discriminati dall’assenza di borsa di studio, che ribadiamo deve essere garantita a tutti coloro che a seguito di una corretta programmazione vengono ammessi al corso. Accanto a questo provvedimento, sono state presentate anche proposte che vedrebbero offrire incarichi a tempo indeterminato perfino a medici totalmente al di fuori del percorso formativo della Medicina Generale.

 

 L’unica soluzione percorribile per l’accesso alla medicina generale è il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, l’unica strada in grado di garantire nell’interesse della salute dei cittadini una qualità assistenziale al passo con l’evoluzione dei bisogni e dei peculiari contesti assistenziali su cui operano i Medici di Famiglia. La Medicina Generale ora più che mai merita il rafforzamento del livello professionale che le compete, esaltando l’importanza del ruolo che essa riveste nella piramide del SSN. A questo scopo è necessario che i giovani trovino appetibile l’avvicinamento ad essa e che si sentano valorizzati e appagati nello scegliere questa professione e nell’esercitarla giorno dopo giorno. Questa serie di provvedimenti invece non genera altro che disillusione nei futuri medici, dequalificando l’importanza della scelta vocazionale.

Siamo disponibili a qualsiasi forma di dialogo con le istituzioni competenti che miri ad attuare soluzioni finalizzate alla risoluzione della grave carenza di medici, trovando però delle soluzioni eque che non ledano i diritti di chi ha seguito con passione e impegno un percorso.”




Sicilia: Futuri medici di famiglia in rivolta con il decreto regionale «salvacondotto»

Silvestro Scotti: Siamo al loro fianco per evitare che questo diventi un passaporto “irregolare” di accesso al corso di Formazione Specifica in Medicina Generale». La stabilizzazione dei precari? «E’ una priorità, ma non si devono cercare scorciatoie».

«Siamo al fianco dei giovani medici siciliani che protestano per non veder schiacciato da un colpo di mano tutto il lavoro fatto per costruire il proprio futuro. Il tema della stabilizzazione dei precari è cruciale, ma non deve e non può essere risolto con provvedimenti regionali che non hanno alcuna coerenza con la legislazione nazionale ed europea». Con queste parole il segretario generale della Fimmg Silvestro Scotti ribadisce la propria posizione rispetto ad una vicenda che, lui stesso sottolinea «rischia di far saltare tutto il lavoro svolto per l’aumento della copertura finanziaria utile alla formazione in medicina generale e la regolamentazione dell’accesso al corso di formazione». Si tratta, insomma, di una «scorciatoia inaccettabile» che alla lunga «può solo danneggiare la funzionalità della medicina generale e, a pioggia, la qualità dell’assistenza erogata ai cittadini anche dagli stessi servizi di emergenza. Proviamo ad immaginare un medico del 118 che sia impegnato in un corso a tempo pieno di 38 ore settimanali mentre ne svolge altre 38 ore in attività assistenziali di tale delicatezza, pura follia. Inoltre viste le dichiarazioni dell’Assessore Razza crediamo criminale piuttosto affermare, come lui ha fatto a mezzo Facebook, che l’accesso ad un corso in soprannumero e il conseguente conseguimento di un diploma possa essere limitato ad una sola delle attività che rientrano nell’area della medicina generale, quella della emergenza, mostrando che evidentemente ignora le più elementari norme sul valore dei titoli di studio per l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e lo stesso Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale».
Il caso, è bene ricordarlo, riguarda la recente pubblicazione del decreto regionale «Misure per il superamento del precariato del personale Medico sostituto operante nei servizi di emergenza 118», secondo il quale i medici che hanno conseguito l’attestato EST(emergenza su territorio), che alla pubblicazione del decreto hanno accumulato almeno 18 mesi di attività come sostituti del 118, possono accedere in sovrannumero al corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Dunque, senza superare alcun concorso.
«Con questo sistema – dice Scotti – si trasforma l’attività svolta per il 118 in un salvacondotto. Basterebbe ultimare il corso per essere in possesso del diploma di medicina generale, che per norme italiane ed europee consente di entrare in graduatoria sia nell’emergenza che nella medicina generale e della continuità assistenziale. E’ evidente che in questo modo si rischierebbe da un lato di sguarnire il 118, vista la presumibile “migrazione” verso la medicina generale, ma anche e soprattutto di danneggiare quei giovani medici che il concorso lo hanno vinto e che si vedrebbero scavalcati».
Scotti ribadisce l’importanza di lavorare alla stabilizzazione dei precari, tema che «si sta affrontando – spiega – in sede di Contratto collettivo nazionale e di concerto con il Ministero della Salute che mi pare sia ancora il soggetto competente, e a tal proposito esprimiamo ancora maggiore preoccupazione in assenza di un intervento del Ministro Grillo su tale questione visto che queste appaiono le premesse ad una regionalizzazione spinta che qualcuno vorrebbe, al punto di legiferare su temi di non competenza regionale. L’attività svolta nel 118 può ed è certamente importante e formativa ma non certo per le competenze della medicina di famiglia e tantomeno può essere un passaporto privilegiato che aggiri il merito».




Plauso di Fimmg Formazione

Con grande soddisfazione Fimmg Formazione apprende la ratifica dello stanziamento di 800 borse aggiuntive per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, stabilita dalla Conferenza Stato – Regioni, da distribuire sull’intero territorio nazionale.

Tale risultato è frutto di una lunga battaglia di Fimmg Formazione, sostenuta da Fimmg tutta, che da anni sottolinea la grave disparità fra borse erogate per il corso di formazione e il numero di medici di famiglia che andranno in pensione.

In ogni comunicato, in ogni incontro ufficiale con le Istituzioni, l’O.S. scrivente non ha mai mancato di evidenziare la necessità di incrementare le borse di studio per fornire un’adeguata prestazione sanitaria ai cittadini, garantendo loro l’inalienabile diritto alla salute, di cui il medico di famiglia è il primo attore e insostituibile pilastro.

Tale problematica è stata inoltre esposta anche in un recente incontro intercorso fra l’On. Rosa Menga, che ha mostrato forte sensibilità alla tematica in quanto medico in formazione in Medicina Generale, il Segretario Nazionale Generale della Fimmg Dott. Silvestro Scotti e il Segretario Nazionale della Fimmg Formazione Dott.ssa Noemi Lopes, in cui si è ampiamente discusso della Formazione Specifica in Medicina Generale e del suo futuro.

Appare adesso urgente prendere rapidi provvedimenti affinchè queste borse possano essere utilizzate già a partire da questo nuovo triennio 2018-2021 in quanto, come ben noto, già allo stato attuale ogni provvedimento intrapreso ai fini di fronteggiare la carenza potrebbe non essere sufficientemente tempestivo: i nuovi formati potranno infatti essere operativi solo fra altri 3 anni, quando il sistema sarà già al collasso.

Ai fini di scongiurare eventuali ricorsi si rende pertanto necessario riaprire i bandi regionali, integrandoli con le notizie in merito alla modalità di distribuzione delle borse aggiuntive nelle diverse regioni, possibilità che – visto l’avvicinarsi della data del concorso di accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale – potrebbe anche condurre allo slittamento di un mese del concorso suddetto.

Ringraziando ulteriormente tutti gli attori coinvolti in questo importante obiettivo che è stato raggiunto, rimaniamo disponibili come OS ad intraprendere qualunque collaborazione volta a fronteggiare l’emergenza che sta interessando la Medicina Generale.

 




I miglioramenti per la medicina generale devono passare attraverso proposte concrete e condivise, non tramite sanatorie

L’ennesimo attacco alla Medicina Generale, e nello specifico ai medici neo diplomati, é stato rispedito al mittente grazie all’intervento di Fimmg.
Il futuro professionale di migliaia di medici italiani in possesso dell’attestato di formazione specifica in medicina Generale era stato messo in discussione dall’emendamento 16.0.1 al DDL 2942 ( promosso dai signori parlamentari Angioni, Cucca, D’Adda, Sterano Esposito, Elena Ferrara, Favero, Manassero, Pezzopane, Spilabotte, Pagliari, Astorre) il quale aveva l’obiettivo di regalare a pioggia un titolo di formazione post-laurea triennale ad una coorte di medici che oggi hanno un’età minima di 44 anni, agendo in maniera poco lungimirante anche ai fini del sistema previdenziale.
Secondo tale emendamento infatti il titolo equipollente ad oggi valido solo per i colleghi abilitati entro il 31 dicembre 1994 andava esteso anche ai colleghi che usufruiscono della legge 401 del 2000, eliminando pertanto per gli stessi il vincolo di acquisizione del diploma di formazione specifica in Medicina Generale.

Fimmg ha monitorato tale situazione, intervenendo prontamente e determinando l’immediato respingimento di quello che si sarebbe rivelato l’ennesimo tentativo di condurre alla sanatoria di un titolo e del suo iter formativo che, si rammenta, non é un superfluo adempimento formale alle normative comunitarie, ma un percorso necessario ai fini della crescita professionale che garantisce ai cittadini italiani Medici di Famiglia con competenze specifiche e specialistiche.
La soluzione alle carenze dovute ai futuri massivi pensionamenti non puó essere una sanatoria. Favorire l’ingresso professionale nella medicina generale di colleghi senza specifiche competenze acquisite in materia, oltre che dannoso per tutti I colleghi che hanno conseguito il diploma con impegno e dedizione, è rischioso per l’intero servizio sanitario nazionale.
La Medicina Generale lavora infatti già attualmente in contesti ad elevata complessità e dovrà affrontare nel prossimo futuro le sfide poste al nostro Servizio Sanitario Nazionale (frammentato e sottofinanziato) dai rapidi cambiamenti socioeconomici e demografici in atto.
Non siamo soli nel sostenere che il Medico di Medicina Generale debba possedere delle “skills” specifiche per l’esercizio di questa professione; se da un lato la legislazione Europea con la direttiva 86/457/CEE di 31 anni fa e con le successive modifiche ha sancito la necessità di un corso di formazione post-lauream ad hoc per la pratica della Medicina Generale, dall’altro anche il mondo scientifico ed in particolare l’Associazione Mondiale dei Medici di Famiglia (WONCA) con la dichiarazione Europea del 2002 ha riportato quali debbano essere le competenze specifiche del Medico di Medicina Generale.
Fatte queste premesse auspichiamo che la parte pubblica abbia il coraggio di investire ora e subito, da un punto di vista antropologico sulla Medicina Generale, cercando di attrarre un numero congruo ai fabbisogni di forze giovani e motivate verso la “periferia” o punto di accesso del SSN.

Quando si parla di futuro, in questo caso futuro che interessa migliaia di giovani medici, la condivisione di intenti deve essere condizione imprescindibile. Invece il tentativo di imporre la risoluzioni delle questioni dall’alto, senza interessare le parti direttamente interessate, non solo rappresenta una pericolosa deriva autoritaria, ma è un approccio miope al futuro.




Confronto tra FIMMG Formazione e Ministero della Salute sui ritardi 2014/2017

Fimmg Formazione esprime soddisfazione in merito alla conclusione dei lavori del 74° Congresso Nazionale Fimmg durante il quale è stato possibile attuare un confronto dell’O.S. con il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin e con la Direttrice Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale, dott.ssa Rossana Ugenti, sulla tematica dei ritardi riguardanti l’accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale per il triennio 2014/2017.

Il dialogo intrapreso in questi mesi tra l’Esecutivo Fimmg Formazione e il Ministero aveva già dato luogo ad un primo incontro tra le parti il 28 settembre a Roma, in occasione della manifestazione congiunta dei giovani medici Fimmg e Anaao. In quell’incontro il Segretario nazionale Fimmg Formazione dott.ssa Noemi Lopes, insieme alla dott.ssa Alessandra Taraschi, Vice Segretario Nazionale Fimmg Formazione, aveva illustrato al Capo di Gabinetto dott.Giuseppe Chinè le possibili soluzioni burocratiche e legislative studiate da FIMMG da prendere in considerazione per sanare un vincolo burocratico che creava disparità tra i colleghi. Secondo tale restrizione infatti i corsisti ammessi al CFSMG tramite scorrimento delle graduatorie nel triennio 2014/2017 in virtù della proroga concessa dal d.m. 20 febbraio 2015, allo stato attuale non riusciranno a diplomarsi nei tempi idonei a consentire il loro accesso nella graduatoria regionale della Medicina Generale in quanto in una circolare ministeriale viene specificato che il corso di formazione deve obbligatoriamente essere completato in 4800 ore e 36 mesi.

Nella sede congressuale, grazie ad un nuovo incontro tra le parti, si è dato sinergicamente prosieguo alle valutazioni sulle procedure da porre in essere per risolvere positivamente la criticità burocratica di cui sopra. Durante la giornata del 04 Ottobre, infatti, il Ministro della Salute ha mostrato forte interesse nei confronti della tematica, soprattutto alla luce dei dati riguardanti l’imminente massiva carenza di MMG presentata dal Segretario Nazionale Generale dott. Silvestro Scotti.

Inoltre, durante la giornata congressuale del 06/10/2017, la Dr.ssa Rossana Ugenti è intervenuta personalmente sulla questione, rassicurando la platea sulla immediata presa in carico del problema. Nelle stesse giornate, in seguito a tali confronti avvenuti durante il Congresso Nazionale FIMMG di Cagliari, è stato inviato dalla stessa un documento alle regioni in cui si palesava la volontà di trovare quanto prima una risoluzione al problema esposto.

Accogliamo positivamente l’andamento del confronto istituzionale che sta avvenendo in questi ultimi mesi tra la FIMMG, i rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni e, poiché dal confronto tra le varie parti è emersa unità di intenti sulla risoluzione della tematica in tempi celeri, in riferimento anche ai documenti allegati al presente comunicato, auspichiamo che queste diventino immediatamente operative al fine di risolvere definitivamente un vizio burocratico che ancora oggi rischia di determinare, per motivi di cui i colleghi interessati non sono responsabili, una disparità di trattamento.

Si allegano al presente documento le circolari della dott.ssa Ugenti alle Regioni rispetto alla potenziale risoluzione della problematica, inviate durante le giornate congressuali in seguito al confronto con la O.S.”




Soppressione dell’ONAOSI: quando si pensa di chiudere un “carrozzone”, ma in realtà si sta togliendo perfino il diritto alla solidarietà!

Come sempre si è riusciti a far passare, soprattutto tra i giovani, il messaggio che la possibile soppressione dell’ONAOSI sia un evento positivo ed auspicabile: alla fine sembra sia giusto chiudere un “carrozzone” che tra l’altro tutti i mesi, nella fastidiosa sezione delle ritenute, porta via dei soldi.

Purtroppo quello che non viene detto è che essenzialmente con questa manovra verrebbe inglobata nell’INPS una fondazione privata centenaria, l’ONAOSI, che si potrebbe sinteticamente descrivere come quell’ente che si occupa di raccogliere i nostri contributi per assistere gli orfani di Medici, Veterinari, Farmacisti ed Odontoiatri. I contribuenti si distinguono in “obbligatori”, ovvero tutti i sanitari dipendenti pubblici iscritti ai rispettivi Ordini professionali di appartenenza, e “volontari”, cioè tutti gli altri sanitari laureati in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Farmacia, iscritti agli Ordini professionali di appartenenza ma non dipendenti pubblici, entro 5 anni dal conseguimento della laurea.

La frammentazione della professione è una delle cause del suo declino e l’ondata di quella che si sta rivelando come una “cultura antisindacale” non sta migliorando di certo la situazione.

Il risultato? Si viene privati giorno dopo giorno, un poco alla volta, dei nostri diritti.

Purtroppo la futura generazione di Medici rischia di essere più povera della precedente, che a sua volta era già stata impoverita rispetto alla precedente ancora. Se cento anni fa i colleghi che ci hanno preceduto hanno pensato alla creazione di tale fondazione, pur godendo di qualche privilegio in più rispetto ad oggi, sfugge il motivo per cui adesso noi dovremmo privarcene.

Da un lato come giovani medici esprimiamo parere favorevole nei confronti di modifiche che possano condurre a una riorganizzazione e ad un miglioramento dell’efficienza dell’ente, ma non comprendiamo come mai si voglia togliere alle future generazioni di medici uno strumento di tutela e solidarietà come l’ONAOSI. Sarebbe ad esempio auspicabile una modifica dell’art.24 comma 1 che cita: “..per i sanitari neoiscritti rispettivamente agli Albi provinciali dei medici chirurghi, odontoiatri, medici veterinari e farmacisti, è ammessa la facoltà di iscriversi come contribuenti volontari entro 5 anni dalla data di prima iscrizione all’albo. Trascorso inutilmente tale termine, la domanda di iscrizione volontaria non è accoglibile.”

Riteniamo infatti che ai fini di una maggiore adesione all’ente sia da procrastinare tale periodo di iscrizione ad un periodo più esteso per i contribuenti volontari in quanto, in questo momento storico, la mancanza di investimenti nella formazione post-lauream ed in particolar modo nella medicina generale, crea una sorta di “limbo” in cui non tutti i colleghi riescono a trovare collocazione nell’ambito lavorativo con la stessa facilità di un tempo e soprattutto come dipendenti, con tutto ciò che questo comporta anche dal punto di vista economico.

Siamo molto preoccupati e non comprendiamo le motivazioni della proposta che intende sopprimere l’ente ed accorpare le sue funzioni in seno all’INPS e riteniamo che tale iniziativa possa nel medio lungo termine privarci di alcuni diritti sociali raggiunti con difficoltà.

Per noi giovani questa iniziativa rappresenta l’ennesima beffa. Siamo già stati condannati da decenni di politiche sbagliate e non lungimiranti a vivere nell’incertezza di un precariato professionale con stipendi che non sono più “quelli di una volta”. Con tale iniziativa saremmo costretti a perdere anche la certezza di una sicurezza economica per i nostri figli, nel malaugurato caso ve ne fosse bisogno.

Come Fimmg formazione sentiamo di fare questo appello, sperando di sensibilizzare anche i giovani colleghi, sposati o meno, genitori o meno affinché scendano in campo per non perdere questo fondamentale ente di tutela.

 

Fimmg Formazione