I miglioramenti per la medicina generale devono passare attraverso proposte concrete e condivise, non tramite sanatorie

L’ennesimo attacco alla Medicina Generale, e nello specifico ai medici neo diplomati, é stato rispedito al mittente grazie all’intervento di Fimmg.
Il futuro professionale di migliaia di medici italiani in possesso dell’attestato di formazione specifica in medicina Generale era stato messo in discussione dall’emendamento 16.0.1 al DDL 2942 ( promosso dai signori parlamentari Angioni, Cucca, D’Adda, Sterano Esposito, Elena Ferrara, Favero, Manassero, Pezzopane, Spilabotte, Pagliari, Astorre) il quale aveva l’obiettivo di regalare a pioggia un titolo di formazione post-laurea triennale ad una coorte di medici che oggi hanno un’età minima di 44 anni, agendo in maniera poco lungimirante anche ai fini del sistema previdenziale.
Secondo tale emendamento infatti il titolo equipollente ad oggi valido solo per i colleghi abilitati entro il 31 dicembre 1994 andava esteso anche ai colleghi che usufruiscono della legge 401 del 2000, eliminando pertanto per gli stessi il vincolo di acquisizione del diploma di formazione specifica in Medicina Generale.

Fimmg ha monitorato tale situazione, intervenendo prontamente e determinando l’immediato respingimento di quello che si sarebbe rivelato l’ennesimo tentativo di condurre alla sanatoria di un titolo e del suo iter formativo che, si rammenta, non é un superfluo adempimento formale alle normative comunitarie, ma un percorso necessario ai fini della crescita professionale che garantisce ai cittadini italiani Medici di Famiglia con competenze specifiche e specialistiche.
La soluzione alle carenze dovute ai futuri massivi pensionamenti non puó essere una sanatoria. Favorire l’ingresso professionale nella medicina generale di colleghi senza specifiche competenze acquisite in materia, oltre che dannoso per tutti I colleghi che hanno conseguito il diploma con impegno e dedizione, è rischioso per l’intero servizio sanitario nazionale.
La Medicina Generale lavora infatti già attualmente in contesti ad elevata complessità e dovrà affrontare nel prossimo futuro le sfide poste al nostro Servizio Sanitario Nazionale (frammentato e sottofinanziato) dai rapidi cambiamenti socioeconomici e demografici in atto.
Non siamo soli nel sostenere che il Medico di Medicina Generale debba possedere delle “skills” specifiche per l’esercizio di questa professione; se da un lato la legislazione Europea con la direttiva 86/457/CEE di 31 anni fa e con le successive modifiche ha sancito la necessità di un corso di formazione post-lauream ad hoc per la pratica della Medicina Generale, dall’altro anche il mondo scientifico ed in particolare l’Associazione Mondiale dei Medici di Famiglia (WONCA) con la dichiarazione Europea del 2002 ha riportato quali debbano essere le competenze specifiche del Medico di Medicina Generale.
Fatte queste premesse auspichiamo che la parte pubblica abbia il coraggio di investire ora e subito, da un punto di vista antropologico sulla Medicina Generale, cercando di attrarre un numero congruo ai fabbisogni di forze giovani e motivate verso la “periferia” o punto di accesso del SSN.

Quando si parla di futuro, in questo caso futuro che interessa migliaia di giovani medici, la condivisione di intenti deve essere condizione imprescindibile. Invece il tentativo di imporre la risoluzioni delle questioni dall’alto, senza interessare le parti direttamente interessate, non solo rappresenta una pericolosa deriva autoritaria, ma è un approccio miope al futuro.




Confronto tra FIMMG Formazione e Ministero della Salute sui ritardi 2014/2017

Fimmg Formazione esprime soddisfazione in merito alla conclusione dei lavori del 74° Congresso Nazionale Fimmg durante il quale è stato possibile attuare un confronto dell’O.S. con il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin e con la Direttrice Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale, dott.ssa Rossana Ugenti, sulla tematica dei ritardi riguardanti l’accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale per il triennio 2014/2017.

Il dialogo intrapreso in questi mesi tra l’Esecutivo Fimmg Formazione e il Ministero aveva già dato luogo ad un primo incontro tra le parti il 28 settembre a Roma, in occasione della manifestazione congiunta dei giovani medici Fimmg e Anaao. In quell’incontro il Segretario nazionale Fimmg Formazione dott.ssa Noemi Lopes, insieme alla dott.ssa Alessandra Taraschi, Vice Segretario Nazionale Fimmg Formazione, aveva illustrato al Capo di Gabinetto dott.Giuseppe Chinè le possibili soluzioni burocratiche e legislative studiate da FIMMG da prendere in considerazione per sanare un vincolo burocratico che creava disparità tra i colleghi. Secondo tale restrizione infatti i corsisti ammessi al CFSMG tramite scorrimento delle graduatorie nel triennio 2014/2017 in virtù della proroga concessa dal d.m. 20 febbraio 2015, allo stato attuale non riusciranno a diplomarsi nei tempi idonei a consentire il loro accesso nella graduatoria regionale della Medicina Generale in quanto in una circolare ministeriale viene specificato che il corso di formazione deve obbligatoriamente essere completato in 4800 ore e 36 mesi.

Nella sede congressuale, grazie ad un nuovo incontro tra le parti, si è dato sinergicamente prosieguo alle valutazioni sulle procedure da porre in essere per risolvere positivamente la criticità burocratica di cui sopra. Durante la giornata del 04 Ottobre, infatti, il Ministro della Salute ha mostrato forte interesse nei confronti della tematica, soprattutto alla luce dei dati riguardanti l’imminente massiva carenza di MMG presentata dal Segretario Nazionale Generale dott. Silvestro Scotti.

Inoltre, durante la giornata congressuale del 06/10/2017, la Dr.ssa Rossana Ugenti è intervenuta personalmente sulla questione, rassicurando la platea sulla immediata presa in carico del problema. Nelle stesse giornate, in seguito a tali confronti avvenuti durante il Congresso Nazionale FIMMG di Cagliari, è stato inviato dalla stessa un documento alle regioni in cui si palesava la volontà di trovare quanto prima una risoluzione al problema esposto.

Accogliamo positivamente l’andamento del confronto istituzionale che sta avvenendo in questi ultimi mesi tra la FIMMG, i rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni e, poiché dal confronto tra le varie parti è emersa unità di intenti sulla risoluzione della tematica in tempi celeri, in riferimento anche ai documenti allegati al presente comunicato, auspichiamo che queste diventino immediatamente operative al fine di risolvere definitivamente un vizio burocratico che ancora oggi rischia di determinare, per motivi di cui i colleghi interessati non sono responsabili, una disparità di trattamento.

Si allegano al presente documento le circolari della dott.ssa Ugenti alle Regioni rispetto alla potenziale risoluzione della problematica, inviate durante le giornate congressuali in seguito al confronto con la O.S.”




Soppressione dell’ONAOSI: quando si pensa di chiudere un “carrozzone”, ma in realtà si sta togliendo perfino il diritto alla solidarietà!

Come sempre si è riusciti a far passare, soprattutto tra i giovani, il messaggio che la possibile soppressione dell’ONAOSI sia un evento positivo ed auspicabile: alla fine sembra sia giusto chiudere un “carrozzone” che tra l’altro tutti i mesi, nella fastidiosa sezione delle ritenute, porta via dei soldi.

Purtroppo quello che non viene detto è che essenzialmente con questa manovra verrebbe inglobata nell’INPS una fondazione privata centenaria, l’ONAOSI, che si potrebbe sinteticamente descrivere come quell’ente che si occupa di raccogliere i nostri contributi per assistere gli orfani di Medici, Veterinari, Farmacisti ed Odontoiatri. I contribuenti si distinguono in “obbligatori”, ovvero tutti i sanitari dipendenti pubblici iscritti ai rispettivi Ordini professionali di appartenenza, e “volontari”, cioè tutti gli altri sanitari laureati in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Farmacia, iscritti agli Ordini professionali di appartenenza ma non dipendenti pubblici, entro 5 anni dal conseguimento della laurea.

La frammentazione della professione è una delle cause del suo declino e l’ondata di quella che si sta rivelando come una “cultura antisindacale” non sta migliorando di certo la situazione.

Il risultato? Si viene privati giorno dopo giorno, un poco alla volta, dei nostri diritti.

Purtroppo la futura generazione di Medici rischia di essere più povera della precedente, che a sua volta era già stata impoverita rispetto alla precedente ancora. Se cento anni fa i colleghi che ci hanno preceduto hanno pensato alla creazione di tale fondazione, pur godendo di qualche privilegio in più rispetto ad oggi, sfugge il motivo per cui adesso noi dovremmo privarcene.

Da un lato come giovani medici esprimiamo parere favorevole nei confronti di modifiche che possano condurre a una riorganizzazione e ad un miglioramento dell’efficienza dell’ente, ma non comprendiamo come mai si voglia togliere alle future generazioni di medici uno strumento di tutela e solidarietà come l’ONAOSI. Sarebbe ad esempio auspicabile una modifica dell’art.24 comma 1 che cita: “..per i sanitari neoiscritti rispettivamente agli Albi provinciali dei medici chirurghi, odontoiatri, medici veterinari e farmacisti, è ammessa la facoltà di iscriversi come contribuenti volontari entro 5 anni dalla data di prima iscrizione all’albo. Trascorso inutilmente tale termine, la domanda di iscrizione volontaria non è accoglibile.”

Riteniamo infatti che ai fini di una maggiore adesione all’ente sia da procrastinare tale periodo di iscrizione ad un periodo più esteso per i contribuenti volontari in quanto, in questo momento storico, la mancanza di investimenti nella formazione post-lauream ed in particolar modo nella medicina generale, crea una sorta di “limbo” in cui non tutti i colleghi riescono a trovare collocazione nell’ambito lavorativo con la stessa facilità di un tempo e soprattutto come dipendenti, con tutto ciò che questo comporta anche dal punto di vista economico.

Siamo molto preoccupati e non comprendiamo le motivazioni della proposta che intende sopprimere l’ente ed accorpare le sue funzioni in seno all’INPS e riteniamo che tale iniziativa possa nel medio lungo termine privarci di alcuni diritti sociali raggiunti con difficoltà.

Per noi giovani questa iniziativa rappresenta l’ennesima beffa. Siamo già stati condannati da decenni di politiche sbagliate e non lungimiranti a vivere nell’incertezza di un precariato professionale con stipendi che non sono più “quelli di una volta”. Con tale iniziativa saremmo costretti a perdere anche la certezza di una sicurezza economica per i nostri figli, nel malaugurato caso ve ne fosse bisogno.

Come Fimmg formazione sentiamo di fare questo appello, sperando di sensibilizzare anche i giovani colleghi, sposati o meno, genitori o meno affinché scendano in campo per non perdere questo fondamentale ente di tutela.

 

Fimmg Formazione