Tirocinanti, attività professionalizzanti sparite “senza motivo” dal patto salute

Tirocinanti, attività professionalizzanti sparite “senza motivo” dal patto salute
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Rassegna Stampa


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Tirocinanti, attività professionalizzanti sparite “senza motivo” dal patto salute

08/07/2014


Il Patto salute le prevedeva all’articolo 5 comma 14, e la legge Balduzzi imponeva persino alle Regioni di specificarle, ma nel week- end le attività professionalizzanti remunerate ai tirocinanti di medicina generale sono state tolte. L’unico accenno ai “triennisti” resta al terzo comma dell’articolo 21: un tavolo governo-Regioni da chiudere in autunno per facilitare l’accesso dei giovani medici nel Ssn. Un peccato, dicono in Fimmg: nella prima stesura le attività –da svolgere nei nuovi modelli organizzativi aggregati, Aft e Uccp con medici di famiglia tutor- erano retribuite con fondi della medicina generale, nell’ambito di un ipotetico contratto, senza ingerenze organizzative dell’Università. Fimmg formazione paventa interventi del MiUr e di ambienti universitari, con il supporto di associazioni dei medici specializzandi. Il riferimento è all’Associazione Italiana giovani medici che rimanda al mittente l’accusa e qualche tweet sopra le righe sui social: «Sosteniamo l’inserimento del comma 14 nel Patto Salute», scrive l’esecutivo Sigm. Ma la stella polare è un contratto come quello degli specializzandi: «Se Governo e Regioni intendono andare oltre la semplice retribuzione delle attività professionalizzanti, avranno il nostro sostegno». Dai medici in formazione intanto piovono altri tweet al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ben 8 mila al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e appelli al premier. Il consiglio nazionale Fimmg rivuole il comma, “con rimando all’accordo nazionale per la definizione dei contenuti organizzativi ed economici”. «Giù le mani dal comma 14, le attività professionalizzanti non si toccano», tuona Pietrino Forfori, che segue il tema per il Sindacato Medici Italiani. «Non ho idea del perché il comma sia stato tolto ma il tema investe aspetti organizzativi e contrattuali», dice il deputato Raffaele Calabrò (Ncd) che con il senatore Claudio Gustavino (Udc) presentò due anni fa un ddl per un modello di contratto di formazione esente Irpef- Irap. «Non si può parlare degli aspiranti mmg dimenticando specializzandi e abilitati specializzandi e non. Occorre coordinare i meccanismi contrattuali e costruirne di nuovi. Come non pensare a un momento di riflessione, e dunque al tavolo dell’articolo 21? Oggi sappiamo solo che ci vuole una formazione sul campo, ma per coordinare un rapporto di rete ospedale-territorio occorre mettere a un tavolo tutti gli attori, università e regioni, auspico nel più breve tempo possibile». «Il solo tavolo non è un’alternativa corretta, rivogliamo il comma 14 – dice Giulia Zonno segretario Fimmg Formazione – per anni abbiamo chiesto invano il raddoppio della borsa, ora ci sarebbe la possibilità di guadagnare di più senza oneri aggiuntivi sul Ssn e ce la negano malgrado il decreto Balduzzi preveda queste norme, e malgrado stia passando il treno della convenzione per articolare queste attività. Dati questi presupposti, meraviglia che qualcuno pensi che il nostro contratto in qualche modo influenzi quelli degli specializzandi».

Mauro Miserendino

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