Ancora ritardi nella pubblicazione dei bandi per la formazione di nuovi medici di medicina generale

Il ritardo con cui le Regioni pubblicano i bandi per il concorso di accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale causa gravi conseguenze per il Sistema Sanitario. Non si tratta solo di un inconveniente burocratico, ritardando l’uscita dei bandi si avranno conseguenze che a cascata arriveranno a danneggiare la salute dei cittadini.
La medicina generale e più in particolare l’assistenza primaria fornita dai medici di famiglia costituisce la base del SSN. Avere una adeguata copertura territoriale di medici di medicina generale garantisce la salute dei cittadini attraverso strumenti che possono essere trattati solo a livello territoriale come la prevenzione e gestione delle patologie croniche; questo consente anche una riduzione dei costi per il Sistema sia dal punto di vista delle ospedalizzazioni che delle terapie.
Oltre al risparmio economico derivante dagli investimenti in medicina generale, non bisogna dimenticare l’importanza del mantenimento della continuità assistenziale di intere famiglie, nessuno specialista ha a disposizione la storia di interi nuclei familiari, poiché un medico di famiglia cura anche più generazioni di una stessa famiglia e questo gli consente di conoscere al meglio l’evoluzione delle patologie, come pure di costruire una rapporto di fiducia che è alla base dell’alleanza terapeutica che ormai è parte integrante dei processi di cura.
La carenza di medici di medicina generale che si sta verificando negli ultimi anni nega l’accesso alle cure primarie a migliaia di cittadini, con sovraccarico del lavoro dei pronto soccorso ed un aumento dei tempi di attesa. Il tutto si traduce in un peggioramento della qualità delle cure. La mancata pubblicazione dei bandi ha due grandi conseguenze: da un lato aggrava la situazione di carenza di medici di medicina generale e dall’altro impedisce a circa 3000 medici di accedere a tale settore; ed in tempo di carenza non è possibile impedire a medici motivati e volenterosi di poter contribuire al miglioramento dell’assistenza territoriale.
Formare meno medici oggi significa avere meno medici a disposizione domani. Ed il domani è già arrivato; durante il Corso di Formazione è infatti possibile partecipare all’assegnazione di incarichi convenzionali che diventeranno indeterminati dopo la fine del Corso. Laddove residuino posti dall’assegnazione delle zone carenti ai medici già titolati, i medici in formazione possono concorrere per eventuali residui. Questo consente di non perdere posti e di non dover arrivare al Bando successivo per avere nuove assegnazioni. Per ovviare a questa situazione, FIMMG Formazione invita le Regioni a una tempestiva pubblicazione dei bandi, per permettere l’espletamento delle prove concorsuali e l’inizio del triennio 2025-2028 nei tempi congrui.
Questo appello alle Regioni sottolinea l’urgenza di una soluzione.
La richiesta di una tempestiva pubblicazione dei bandi mira a: sbloccare la formazione permettendo ai medici di iniziare il loro percorso formativo, assicurare la presenza di medici di medicina generale in tutte le aree del Paese, comprese le zone carenti, pianificare il futuro del sistema sanitario e rispettare la legge perché le Regioni per normativa devono fornire “entro il 31 Ottobre l’entità del contingente numerico da ammettere annualmente ai corsi, anche sulla base delle previsioni relative all’assegnazione di zone carenti di assistenza primaria”; in modo che il 28 Febbraio possa avvenire la pubblicazione del Bando da parte del Ministero della sanità.
In conclusione, il ritardo nella pubblicazione dei bandi di concorso per medici di medicina generale è un problema serio con molteplici conseguenze negative. FIMMG richiede un intervento rapido e coordinato da parte delle Regioni per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini e per assicurare un futuro al sistema sanitario italiano.
Certi di una pronta collaborazione FIMMG Formazione invita l’On.le Ministro Orazio Schillaci ad un’immediata attivazione dei suoi uffici, in modo che le Regioni pubblichino i bandi necessari allo svolgimento delle prove concorsuali e all’avvio del triennio 2025-2028.