Fnomceo e Osservatorio giovani professionisti lanciano indagine. Zonno: 600 risposte in poche ore

Fnomceo e Osservatorio giovani professionisti lanciano indagine. Zonno: 600 risposte in poche ore

Rassegna Stampa


Fnomceo e Osservatorio giovani professionisti lanciano indagine. Zonno: 600 risposte in poche ore

27/09/2013


Quanti anni sono necessari per riuscire ad avere un rapporto lavorativo stabile con il SSN?

I corsi di specializzazione e formazione specifica in medicina generale formano professionisti pronti per il mondo del lavoro? A quanti anni un medico può considerare finito il proprio percorso formativo? E un odontoiatra? Il precariato medico in che forme si cela tra le maglie del sistema? Quanto si interessano i giovani di previdenza, assicurazioni professionali e organizzazione del lavoro?

La FNOMCeO, su indicazione dell’Osservatorio Giovani professionisti – coordinato da Giulia Zonno e da DomenicoMontemurro – ha lanciato un’indagine conoscitiva, rivolta ai giovani medici e odontoiatri, laureati nell’ultimo decennio.

 

I risultati saranno elaborati e serviranno a tracciare il profilo del giovane Medico e Odontoiatra, e che consentirà alla Federazione e agli Ordini di tarare il proprio futuro impegno politico, culturale, organizzativo e di servizio sugli effettivi bisogni dei colleghi.

Il questionario, che è stato inviato via mail a un numeroso campione selezionato di giovani professionisti, è anche disponibile sul sito della FNOMCeO. Il tempo stimato medio per la compilazione è di soli 15 minuti.

L’indagine sta raccogliendo numerosissime risposte: già più di 600 in poche ore.

“Abbiamo pensato e creato, con il supporto tecnico del centro studi Fnomceo, per indagare effettivamente le criticità formative e di accesso alla professione. Numericamente noi giovani medici siamo pochi rispetto alle generazioni precedenti, dobbiamo rispondere al questionario e invitare i colleghi a rispondere, per far sì che questa indagine sia cassa di risonanza dei nostri problemi – spiega Giulia Zonno – il sistema si migliora avendo ben chiare le esigenze e i bisogni di chi dovrà sostenerlo per i prossimi 40 anni”.

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