Milillo (Fimmg): “Finalmente Regioni hanno assunto impegni su Patto”

Milillo (Fimmg): “Finalmente Regioni hanno assunto impegni su Patto”

Rassegna Stampa


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Milillo (Fimmg): “Finalmente Regioni hanno assunto impegni su Patto”

16/07/2014


“Dopo quasi tre anni di gestazione il Patto per la Salute è stato chiuso. Finalmente le Regioni, in ritardo, hanno accettato di assumere impegni nei confronti del Governo. Se lo avessero fatto prima, mettendo in atto gli interventi necessari mirati alla sostenibilità e in particolare alla riorganizzazione territoriale, la disponibilità di risorse per il Ssn oggi sarebbe stato ancora superiore all’attuale”. Lo scrive il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale, Giacomo Milillo, su Fimmg Notizie, secondo cui “anche il nuovo Acn sarebbe forse già firmato”. E “anche la revisione del titolo V avrebbe forse potuto recuperare maggiori autonomie alle regioni”.

Sempre secondo Milillo è “assolutamente incomprensibile e arrogante la politica espressa dalla Conferenza delle Regioni in questi ultimi anni. Nell’imminente cambio della guardia ci auguriamo un decisivo cambio di rotta. Non sappiamo ancora valutare con esattezza il contenuto di un accordo di cui sono state date versioni radicalmente diverse più volte e di cui non conosciamo ad oggi il testo esatto”.

“È purtroppo vero – aggiunge il segretario della Fimmg – che il coinvolgimento dei professionisti e dei cittadini, tanto promesso, non è avvenuto. Tutto ciò che è stato elaborato è stato mantenuto religiosamente e accanitamente segreto dall’apparato funzionariale, come se un dibattito sul tema potesse profanare i luoghi in cui maturano i provvedimenti. È vero, siamo certi che il patto è stato una dura battaglia fra varie istituzioni e che ha coinvolto diversi ministeri, alla fine però, se le informazioni che abbiamo sono vere, è comunque stato un importante passo avanti per il Ssn”.

Infine Milillo riferisce di un “un solo neo, non marginale, è certo. La cancellazione del comma 14 dell’art. 5. Ancora una volta i più deboli, coloro che più danno in rapporto a quanto ricevono pagano lo scotto: i medici in formazione”. Su questo punto il sindacato dei medici di famiglia garantisce che “continueremo a lavorare per offrire ai medici in formazione la soluzione contrattuale ai loro problemi, con il loro sostegno, se lo vorranno, potremo trovare soluzioni concrete e sostenibili”.

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